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Consulenze psicologico‑giuridiche e CTU/CTP a Roma - Dott.ssa Alessandra Gatto – Psicologa Psicoterapeuta EMDR a Roma (psicoterapia sistemica familiare)

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Aree di intervento
L’ambito psicologico‑giuridico
L’ambito psicologico‑giuridico riguarda tutte quelle situazioni in cui la psicologia incontra il diritto: procedimenti civili e penali, cause di separazione, affidamento dei figli, valutazione del danno psichico, procedimenti di tutela dei minori.

In questi contesti la figura della psicologa non sostituisce mai il ruolo del giudice o degli avvocati, ma offre un contributo tecnico specifico sulla lettura del funzionamento individuale, familiare e relazionale. Il compito centrale è comprendere come le persone stanno vivendo l’evento giudiziario, quali risorse e fragilità stanno emergendo e quali sono i bisogni di protezione, in particolare quando sono presenti bambini e adolescenti.

La Dott.ssa Alessandra Gatto svolge da anni attività in ambito psicologico‑giuridico a Roma, con incarichi di consulenza e valutazione richiesti dai tribunali o dagli avvocati. L’attenzione è rivolta sia agli aspetti clinici (sofferenza emotiva, trauma, dinamiche familiari) sia alle ricadute concrete delle decisioni giuridiche sulla vita quotidiana delle persone coinvolte.
Attività di CTU e CTP
Nel linguaggio giuridico, la CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) è una valutazione disposta dal giudice e affidata a un consulente terzo, nominato dal tribunale. La CTP (Consulenza Tecnica di Parte) è invece una consulenza richiesta da una delle parti, di solito attraverso il proprio avvocato, per affiancare e integrare il lavoro del CTU.

La psicologa che opera come CTU è tenuta alla massima imparzialità: raccoglie informazioni attraverso colloqui, test psicodiagnostici, osservazioni familiari e analisi della documentazione, per rispondere ai quesiti formulati dal giudice. La relazione conclusiva è un elaborato tecnico che argomenta in modo chiaro le ipotesi formulate e le eventuali indicazioni proposte.

Come CTP, la Dott.ssa Gatto affianca la parte e il suo legale nella lettura del caso, nella preparazione alla CTU e nell’analisi critica degli elaborati tecnici. Gli ambiti più frequenti riguardano:
  • valutazione della capacità genitoriale e dell’affidamento dei figli;
  • analisi delle dinamiche relazionali in situazioni di alta conflittualità;
  • valutazione del danno psichico in seguito a incidenti, lutti traumatici o eventi violenti;
  • valutazione del funzionamento psicologico in procedimenti civili o penali specifici.
In ogni caso, il riferimento resta sempre il mandato del giudice (per la CTU) o dell’avvocato (per la CTP), nel rispetto delle norme deontologiche e dei confini del ruolo psicologico.
Valutazione e tutela dei minori
Quando un procedimento giudiziario coinvolge bambini o adolescenti, la priorità diventa la loro tutela. La valutazione psicologica dei minori non ha lo scopo di “interrogarli” sul conflitto familiare, ma di ascoltarli in un contesto protetto, adeguato alla loro età e al loro livello di sviluppo.

La Dott.ssa Alessandra Gatto si occupa di valutazioni in situazioni quali:
  • separazioni e divorzi ad alta conflittualità, con difficoltà nella gestione dell’affidamento e delle visite;
  • segnalazioni di possibile maltrattamento o abuso, in collaborazione con i servizi sociali e sanitari competenti;
  • contesti di violenza domestica, in cui i figli, pur non essendo direttamente bersaglio della violenza, ne risultano profondamente esposti;
  • situazioni di grave disagio emotivo o comportamentale correlato a procedimenti in corso.
La prospettiva adottata è sistemica familiare: si osservano non solo i singoli, ma anche le relazioni e i contesti in cui i minori vivono. L’obiettivo è offrire al giudice e ai professionisti coinvolti elementi utili a prendere decisioni che tengano conto dei bisogni evolutivi dei bambini e dei ragazzi, riducendo il più possibile l’impatto traumatico dell’esperienza giudiziaria.
Mediazione familiare in ambito giudiziario
La mediazione familiare è uno spazio strutturato in cui la coppia che si separa, con l’aiuto di un professionista formato, può lavorare sulla riorganizzazione dei rapporti familiari, in particolare quando ci sono figli. In ambito giudiziario, la mediazione può essere proposta dal giudice, suggerita dai legali o richiesta direttamente dai genitori, per facilitare accordi più sostenibili e ridurre la conflittualità.

La Dott.ssa Gatto, con formazione sistemica e esperienza in contesti di separazione, utilizza la mediazione familiare per aiutare i genitori a:
  • distinguere il conflitto di coppia dal ruolo genitoriale;
  • definire modalità condivise di comunicazione con i figli rispetto alla separazione;
  • organizzare tempi e modalità di frequentazione che tengano conto dei bisogni dei minori;
  • limitare l’escalation conflittuale che spesso accompagna i procedimenti giudiziari.
La mediazione non è sempre indicata: nei casi di violenza grave o di forte asimmetria di potere tra i partner sono necessarie valutazioni attente e, talvolta, percorsi differenti. Il coordinamento con gli avvocati e con il tribunale è essenziale per integrare il lavoro mediativo nel quadro giuridico di riferimento.
Modalità di lavoro ed etica professionale
Operare in ambito psicologico‑giuridico richiede particolare attenzione alla chiarezza dei ruoli, alla metodologia utilizzata e al rispetto dei principi etici della professione. La Dott.ssa Alessandra Gatto imposta ogni incarico a partire da:
  • un mandato chiaro, definito con il giudice o con l’avvocato che richiede la consulenza;
  • un’accurata raccolta delle informazioni, attraverso colloqui, eventuali test psicodiagnostici, osservazioni e analisi della documentazione disponibile;
  • la cura del setting, con particolare attenzione alla protezione di minori e persone vulnerabili;
  • la redazione di relazioni tecniche argomentate, in un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, ma scientificamente fondato;
  • la disponibilità, quando richiesto, a partecipare ad audizioni in aula o incontri tecnici.
Dal punto di vista deontologico, la priorità resta la tutela delle persone valutate, in particolare dei minori, e il rispetto della loro dignità. La psicologa non decide l’esito del procedimento, ma offre al giudice e agli avvocati elementi di lettura utili per decisioni più consapevoli. In caso di potenziali conflitti di ruolo o di incompatibilità, vengono discusse con trasparenza le possibili soluzioni, anche attraverso il confronto con i colleghi e gli organi dell’Ordine professionale.
Richiedere una consulenza o un parere tecnico
Una consulenza psicologico‑giuridica può essere richiesta da avvocati, singole persone coinvolte in procedimenti o famiglie che desiderano comprendere meglio la propria situazione. Il primo passo consiste in un contatto telefonico o via email, durante il quale è possibile illustrare in sintesi il quadro di riferimento e valutare insieme se la richiesta rientra nelle competenze della Dott.ssa Gatto.

In caso di procedimenti già avviati, è utile avere a disposizione la documentazione principale (atti, precedenti consulenze, provvedimenti del tribunale). Segue, se opportuno, uno o più colloqui di inquadramento, volti a chiarire obiettivi, tempi e limiti dell’intervento psicologico‑giuridico.

La consulenza della psicologa non sostituisce in alcun modo l’attività del legale, ma la integra offrendo una lettura specifica degli aspetti emotivi, relazionali e familiari. Per chi sta affrontando una separazione conflittuale o difficoltà con i figli, possono essere di aiuto anche gli approfondimenti presenti nelle sezioni del sito dedicate a separazioni e conflitti familiari e al lavoro con minori e genitori.
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