Sono la Dott.ssa Alessandra Gatto, psicologa psicoterapeuta a orientamento sistemico familiare, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio. Da molti anni mi occupo di adulti, coppie, famiglie e minori che attraversano momenti di sofferenza personale o relazionale.
Nel mio lavoro pongo al centro l’ascolto, il rispetto dei tempi di ciascuno e la costruzione di un’alleanza terapeutica chiara e trasparente. Credo che il cambiamento nasca dal dialogo e dalla possibilità di rileggere la propria storia e le proprie relazioni in un contesto sicuro e non giudicante.
Integro la psicoterapia sistemica con l’EMDR, un approccio evidence-based particolarmente efficace nel trattamento dei traumi e delle esperienze di vita dolorose. Ogni percorso è pensato insieme alla persona o alla famiglia, in modo condiviso e flessibile.
Dopo la laurea in Psicologia ho completato il tirocinio professionalizzante e conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologa, con iscrizione all’Ordine degli Psicologi del Lazio. Ho scelto fin da subito di approfondire l’ambito clinico, con particolare attenzione alle dinamiche relazionali e familiari.
Mi sono quindi formata in psicoterapia sistemico-relazionale, un modello che considera la persona all’interno dei suoi legami significativi (famiglia, coppia, contesto sociale) e che lavora sulla rete di relazioni in cui nascono e si mantengono i sintomi. La formazione quadriennale in psicoterapia sistemica mi ha permesso di integrare strumenti di lavoro con individui, coppie e famiglie.
Nel corso degli anni ho continuato ad aggiornarmi attraverso corsi e seminari su trauma, attaccamento, sviluppo in età evolutiva e genitorialità, per offrire interventi sempre più mirati e basati sulle più recenti conoscenze scientifiche.
Mi sono specializzata nella terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) attraverso una formazione riconosciuta dalle associazioni nazionali e internazionali di riferimento. L’EMDR è un metodo strutturato, supportato da numerose evidenze scientifiche, che aiuta a rielaborare eventi traumatici o esperienze di vita fortemente stressanti.
Nella mia pratica clinica integro l’EMDR all’interno del percorso psicoterapeutico, valutando insieme alla persona o alla famiglia il momento più opportuno per introdurlo e definendo con chiarezza obiettivi e modalità di lavoro.
L’EMDR può essere particolarmente indicato in caso di:
- traumi singoli (incidenti, eventi medici, aggressioni, episodi di violenza domestica o assistita);
- traumi complessi legati a storie di trascuratezza, abuso o relazioni familiari fortemente disfunzionali;
- lutti e perdite improvvise o difficili da elaborare;
- esperienze di umiliazione, bullismo, fallimenti scolastici o lavorativi;
- conseguenze psicologiche di separazioni conflittuali e contesti giudiziari.
Utilizzo l’EMDR con adulti, bambini e adolescenti, sempre all’interno di un quadro psicoterapeutico che tenga conto della storia e delle relazioni significative della persona.
Accanto all’attività clinica, ho sviluppato una solida esperienza in ambito psicologico‑giuridico, collaborando con tribunali e servizi del territorio. Mi occupo di consulenze tecniche d’ufficio (CTU) e di parte (CTP) in procedimenti civili e penali, con particolare attenzione alle situazioni che coinvolgono minori.
Tra le attività più frequenti rientrano le valutazioni delle competenze genitoriali, l’analisi delle dinamiche familiari in contesti di separazione e affidamento, la tutela dei minori esposti a conflittualità elevata, maltrattamenti o violenza assistita. In questi casi è fondamentale integrare lo sguardo clinico con la cornice normativa ed etica, nel rispetto del superiore interesse del minore.
Svolgo inoltre interventi di mediazione familiare e di sostegno alla coparentalità, per aiutare i genitori a riorganizzare i loro ruoli e le loro funzioni anche quando la relazione di coppia si è interrotta.
Il primo colloquio è uno spazio in cui può raccontare, con i suoi tempi, che cosa la sta preoccupando e che cosa l’ha portata a cercare un aiuto. In questa fase raccolgo la sua storia personale e familiare, chiarisco aspettative e obiettivi e condivido il modo in cui potremmo lavorare insieme.
Il clima che cerco di creare è accogliente, rispettoso e privo di giudizio. Non è necessario avere le idee chiare: spesso il primo passo è proprio mettere in parola ciò che finora è rimasto confuso o silenzioso. In presenza di coppie e famiglie dedico attenzione alla voce di ciascun membro, favorendo il più possibile un ascolto reciproco.
Alla fine del colloquio propongo, se opportuno, un’ipotesi di percorso (individuale, di coppia, familiare, con o senza EMDR) e definiamo insieme la cadenza degli incontri. È sempre possibile fare domande su modalità, durata e costi, in un’ottica di massima trasparenza.