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Intelligenza Artificiale e Social Network

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Internet ha rivoluzionato comunicazione, relazioni e accesso alle informazioni.
L’anonimato online favorisce libertà espressiva, ma anche aggressività e inganni.
L’abuso della rete può causare dipendenza, isolamento e problemi familiari.
I rischi principali sono cyberbullismo, adescamento, pedopornografia e trolling.
È quindi necessario un uso consapevole, soprattutto da parte dei minori.
L'articolo, redatto da una psicoterapeuta, mette in guardia dai rischi dell'impiego dell'Intelligenza Artificiale nel sostegno psicologico. L'autrice muove dalla natura relazionale ed emotiva della psicoterapia: il clinico non è un contenitore neutro, ma partecipa attivamente e con empatia al vissuto del paziente, cogliendo il non verbale, i silenzi, il respiro, e accompagnandolo con gradualità nell'emersione dei traumi (richiamando la metafora del "fiume delle emozioni" di Minuchin). A questa complessità relazionale l'A.I. non può sostituirsi, perché offre risposte standardizzate, algide e precostituite, dispensando "ricette" e indicazioni di azione estranee al metodo psicoterapeutico. A sostegno porta il caso di una paziente ("Loredana") che, rivoltasi all'A.I., si è sentita liquidata con soluzioni immediate e reazioni meccaniche prive di empatia. L'autrice denuncia inoltre l'assenza di regolamentazione e tutela per gli utenti più fragili e inesperti. Pur riconoscendo all'A.I. un'utilità in ambiti circoscritti (calcolo di dati testologici, archiviazione anamnestica), ne esclude ogni impiego in terapie relazionali come l'E.M.D.R. per l'elaborazione dei traumi. Conclude, con una citazione da Il Grande Dittatore di Chaplin, riaffermando l'insostituibile unicità dell'esperienza umana e il primato dell'umanità sulla tecnica.
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